Quest’anno ho avuto la fortuna di partecipare al seminario di Storia romana organizzato dall’Università degli studi di Udine, in collaborazione con l’Università di Oldenburg – Carl von Ossietzky Universität. Accompagnata dai miei amici e colleghi Nicole Mastrangelo e Patrizio Posca, insieme al docente di storia romana Stefano Magnani, mi sono avventurata in un’esperienza nuova che mi ha resa più matura, dandomi la possibilità di rapportarmi con persone diverse e di integrarmi in un nuovo gruppo.

Il seminario, dall’evocativo titolo “Metus mutuus: The special relationship between the Roman Empire and Ancient Germany”, mi ha permesso di approfondire le mie conoscenze sui Germani, sia leggendo le testimonianze di Tacito e Cesare, sia visitando il sito archeologico presso Kalkriese, dove è avvenuta la famosissima Battaglia di Teutoburgo nel 9 d.C.

Ho trascorso una splendida settimana presso l’Università di Oldenburg, alloggiando in una gasthaus adiacente al complesso universitario che mi ha permesso di seguire le lezioni seminariali con grande facilità.

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Oldenburg è una cittadina della Bassa Sassonia davvero graziosa ed immersa nel verde; il suo paesaggio mi ha fatta sentire a mio agio e mi ha ricordato la città in cui vivo, la tranquilla Pordenone. Oldenburg, infatti, è circondata da una cornice verdeggiante e dorata, e riesce a rievocare nel turista delle suggestioni recondite, facendolo sentire quasi ” a casa”. Oltre ad offrire molte attrattive per i turisti, come lo splendido Castello di Oldenburg patrimonio dell’Unesco, tale città è conosciuta per l’allevamento dei cavalli, chiamati per l’appunto oldenburghesi, e per la produzione di liquirizia. Sono rimasta affascinata dall’esposizione di alcuni testi, come questo Catechismo datato 1599.
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Questo museo, oltre a rappresentare al meglio la storia di Oldenburg, mi ha permesso di compiere un viaggio storico davvero affascinante: salendo a poco a poco le ampie gradinate del castello, mi sono ritrovata immersa nel Novecento. Ho potuto fantasticare, pensando di essere ancora piccola e di poter giocare con una casa delle bambole realizzata a mano, o di scappare verso un’altra avventura, obliterando il biglietto di un treno immaginario dal vibrante colore blu.

Un’altra tappa obbligata, per un appassionato di storia, è sicuramente il sito archeologico di Kalkriese. Nonostante i manufatti in mostra siano esigui, è molto affascinante poter osservare, da una torre adibita appositamente, il paesaggio che caratterizzò la disfatta di Varo.12119144_714505852015414_5632492425822342553_n (1)

Ciò che mi ha fatto riflettere e amareggiare, soprattutto pensando all’Italia, è la considerazione della cultura che traspare dai musei tedeschi: spesso ciò che viene esposto è quantitativamente limitato, ma presentato in modo magistrale e curato nei minimi dettagli. Noi, in Italia, abbiamo un patrimonio artistico ricchissimo, eppure i musei, spesso, non riescono ad esporre al meglio ciò che hanno a disposizione.

L’idea di cultura e l’ideale ad essa sotteso, hanno caratterizzato le lezioni seminariali presso l’Università di Oldenburg: ho potuto conoscere degli studenti molto motivati, vivaci, brillanti ed abituati al confronto continuo. Ho avuto la fortuna, inoltre, di poter assistere ad una lezione del professor Michael Sommer che, in modo efficace, è riuscito ad esporre le criticità relative a quanto accaduto presso Palmira. Durante il seminario mi sono trovata in una posizione attiva e, insieme ai miei colleghi, ho potuto addirittura toccare con mano – mano guantata, ovviamente – delle monete romane molto antiche, cercando di identificarne gli scopi e gli usi. Proprio questo contatto diretto con le fonti, mi ha emozionata tantissimo ed ha ampliato il mio interesse per la numismatica.

Le lezioni, interattive e caratterizzate da discussioni ed interventi, mi hanno permesso di conoscere una realtà diversa ed un gruppo di studenti disponibili e gentili che, durante la settimana, ci ha permesso di visitare al meglio la cittadina di Oldenburg. In particolare, mi sono recata presso un negozietto molto tipico, caratterizzato dalla produzione di moltissime tipologie diverse di caramelle alla liquirizia: la bambina (o gattina?) che è in me si è leccata i baffi!

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L’unica nota dolente del soggiorno, ahimè, è stata proprio il cibo: l’alimentazione è molto diversa dalla nostra e, a causa dei condimenti molto pesanti e delle salse, mi sono sentita poco bene. Per questo voglio consigliare, a chi è delicato come me in fatto di alimentazione, di mangiare con cautela e di scegliere piatti poco conditi. In compenso, però, i biscotti tipici tedeschi sono delle vere e proprie leccornie!

Con questo concludo il mio resoconto dell’esperienza presso Oldenburg, che mi ha lasciato un bellissimo ricordo e mi ha permesso di confrontarmi con un’altra realtà. Unire la passione per le discipline umanistiche, il confronto storico e l’approfondimento, con l’esercizio della lingua, mi ha permesso di vivere un’esperienza indimenticabile ed altamente formativa.

E con questo, direi che la paura reciproca, sia diventata ormai soltanto un ricordo!

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