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Sostanzialmente, io vivo di ricordi. 

Sono una drogata di ricordi, una dipendente e morbosa persona legata ai ricordi. Amo i miei ricordi indistintamente, anche se, lo ammetto, ho una piccolissima preferenza per quelli legati alla mia infanzia.

Amo l’infanzia. Non solo la mia, la amo proprio in generale. Credo fortemente che sia il periodo della vita più bello, più spensierato, più appropriato per affacciarsi al mondo un po’ di merda che ci aspetta. Ho detto “merda”, peccato. La bambina spocchiosa che è in me, quella che ho relegato nelle tenebre del mio cuore (mica tanto!) si sta alzando dalla sedia e sta andando a fare il riportino alla maestra perché, giustamente, “non si dicono le parolacce“. Eppure noi grandi le diciamo, e anche troppo spesso.

L’infanzia è una miniera di ricordi, almeno per me. Ricordo sorridendo il mio primo giorno di scuola, le mie trecce improbabili e la cartella di Barbie, l’emozione della prima campanella, o l’ansia del primo compito in classe. Questi ricordi, così vividi, li ho dentro di me e impressi a chiare lettere nel mio cervello: se penso ad un particolare momento ecco che, magicamente, davanti ai miei occhi compare la fotografia che lo immortala. 

Ed è proprio qui che voglio arrivare. Al fermo immagine, alla pausa momentanea, all’inquadratura che ci inquadra e ci rende vivi lì, per sempre, in quella foto, in quel momento, incollati in quell’album impilato tra una catasta di libri.  Che cosa è la fotografia? E’ solo un’arte o è anche un universo parallelo che ci permette di vivere per sempre, anche se in un modo ovattato e un po’ datato? E se la fotografia viene persa, anche noi perdiamo un briciolo di noi stessi, dimentichi di una realtà troppo lontana?

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Le fotografie sono importanti, per me sono addirittura fondamentali e devono essere catalogate, conservate con cura, accompagnate da didascalie e adesivi, per rendere loro, ancora meglio e per sempre, giustizia. Sono un altro modo di vivere, un varco che dà accesso ad un passato che è ancora presente e che potrebbe ritornare futuro. Come farei a ricordarmi della mia bellissima villa vittoriana di Barbie, senza una fotografia? Oppure, ancora più importante, come potrei riportare in vita la mia nonna ed il suo sorriso, senza un’immagine pronta a ricordarmelo? I volti spariscono, lentamente si sgretolano nella nostra immaginazione e diventano soltanto aloni, ombre di un passato felice. La fotografia, invece, cancella quell’alone, rompe quel velo e ci riporta indietro, come con un giratempo, e ci fa rivivere quell’attimo che fugge. 
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Il tempo ci scappa di mano, a volte cerchiamo di afferrarlo con forza, lo strattoniamo, sentendolo scivolare tra le pieghe delle nostre dita gridiamo, lo invochiamo, lo malediciamo, rischiamo di perderlo e lo inseguiamo come cacciatori affamati. Noi abbiamo bisogno di tempo, non ne abbiamo mai abbastanza. E quando vediamo la sabbia del tempo volare in cielo e perdersi tra le nuvole, piangiamo lacrime amare e ci contorciamo di dolore. Sì, perché il nostro tempo fa parte di noi, della nostra identità, ed è importante. Ecco perché, quando rivedo le mie vecchie fotografie, quando sfoglio gli album che ho creato con tanta pazienza e cura, sento di aver recuperato un po’ di quel tempo che fugge e scalcia, che si dimena e impazza. 

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E anche per questo, dal mio angolino di mondo, vi dico col cuore in mano: “Prendete in mano quella fottuta macchina fotografica, ma non per farvi un autoscatto, bensì per immortalare la vostra vita che tempestosa si muove come una giumenta impazzita! Non fotografate soltanto il piatto al ristorante, ma fermatevi con i vostri amici o parenti e, sorridendo, premete quel tasto rotondo e ascoltate quel “click”. Conservate i vostri ricordi, custoditeli gelosamente, condivideteli con chi amate e nascondeteli a chi odiate. Sono attimi di infinito di un tempo finito.”

die Zeit verfliegt

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2 pensieri su “Catalogatrice compulsiva di ricordi

  1. I ricordi… girano nella nostra mente a ricordarci quello che eravamo e non siamo più. Attimi di vita, densi, a volte amari altri dolci. Le foto catturano quei momenti così da renderli immortali. Qualche mese fa mi hanno rubato il cellulare, dove avevo le foto di mia nonna a cui ero molto legato. Foto che non ritroverò mai più purtroppo, questo mi rattrista. Dentro di me il suo ricordo è sempre vivo.

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