Capaneo è un personaggio della mitologia classica, ricordato per aver partecipato all’assedio di Tebe ed essere stato fulminato da Zeus a causa della sua superbia: egli sfida gli dèi e vorrebbe che il potere venisse concesso a Polinice, fratello di Eteocle.

Nel Roman de Thèbes, volgarizzamento della Tebaide di Stazio, Capaneo sale sulla breccia, tira fuori la spada, va all’attacco col suo carro e lancia pietre enormi con cui spezza i muri e grida “Monjoie!” Egli lancia una sfida verbale agli dèi: bestemmia e si autoproclama ateo.
Gli dèi, che sono riuniti, non sanno cosa fare, sono un gruppo di paurosi che vorrebbe mettere fine alla guerra perché non ne sopportano lo sviluppo. Giove ricorda agli dèi che il destino esiste e ad esso nessuno può sottrarsi.

Capaneo compare anche nel XIV canto dell’Inferno dantesco, nel settimo cerchio, dove si trovano i violenti. Egli si trova nel terzo girone, ed è punito come bestemmiatore.

Allego foto di un’anfora proveniente dalla Campania e datata circa 340 a.C..

 

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